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Team Spirit La Cigale

Per questo nuovo ritratto Team Spirit La Cigale, abbiamo scelto di parlarvi della professione di Secondo cuoco. Oggi questa posizione è occupata da una giovane donna molto energica, dal temperamento appassionato, Angélique Schnepp. In qualche modo, è il braccio destro dello chef. Si tratta di una posizione che richiede molto rigore, ma anche la conoscenza delle diverse mansioni della brigata che opera in cucina. Se bisogna essere bravi da un punto di vista tecnico, si deve anche essere in grado di dirigere una squadra e di essere forza propositiva per lo chef.

Angélique, perché hai scelto una carriera in cucina?

Nella mia famiglia si cucina poco. Non posso quindi affermare come alcuni che è un talento o un desiderio che mi è stato trasmesso. Tuttavia, all’età di 6 anni, ho saputo che la cucina mi avrebbe accompagnata per tutta la vita. Mi era stato regalato un bel libro di pasticceria che mi affascinava molto. Trovavo gli utensili di cucina talmente belli! È germogliata così la mia passione. A 12 anni, avevo deciso che da grande avrei aperto il mio ristorante. A 16 anni, ho ottenuto il diploma d’apprendistato in cucina, poi ho superato la maturità professionale. Ho avuto la fortuna d’incrociare lungo la mia strada lo chef del Monarque, a Chartres, che è diventato per me una sorta di mentor e mi ha permesso di lanciarmi nella professione. Ho iniziato con le stagioni invernali a Courchevel, poi con quelle estive a Saint Tropez. Sono partita ai Caraibi, a Saint Barthélémy, per scoprire altre culture, altri sapori. Al mio ritorno, sono entrata al Vista Palace Hôtel come chef di partita. È qui che ho conosciuto Lucie Pichon.

 Quali sono per te le qualità di un Secondo cuoco?

Il Secondo deve essere il braccio destro dello chef. La sua qualità principale è saper gestire un team. Deve essere diplomatico, saper trasmettere i messaggi allo chef o alla brigata, essere un vero punto di riferimento per tutti. È un ruolo molto concreto. Bisogna mantenere il contatto con tutti.

Quali sono le tue carte vincenti per assistere la Chef Lucie Pichon?

Penso di disporre di ottime basi tecniche e sono molto rigorosa. Mi sono anche resa conto che mi piace trasmettere il mio know-how agli altri membri del team. Sono una persona piuttosto allegra, ma sempre molto ben organizzata.

Angélique, puoi raccontarci una delle tue giornate tipiche al fianco della Chef?

Svolgo un lavoro importante di monitoraggio degli ordini. Ricevo e controllo tutta la merce in arrivo. Mi assicuro che il processo d’igiene sia correttamente rispettato. M’intrattengo con i fornitori. Poi inizia tutto il lavoro di preparazione. Mi occupo del piatto del giorno caldo e dell’antipasto. Quando inizia il servizio, sono presente per annunciare le ordinazioni ai miei chef di partita e per affiancarli nel loro compito. Li guido, verifico il corretto svolgimento del servizio. Poi mi assicuro che sia effettuata adeguatamente la pulizia della cucina. L’igiene è molto importante. Quindi, trasmetto gli ordini per il giorno seguente, ed infine chiamo la Chef per spiegarle com’è andata la giornata e trasmetterle le istruzioni.

Ci sono sempre più donne in cucina, ma come ci si posiziona quando si è una donna? È difficile?

Per essere onesta, non ho mai avuto problemi in cucina. Forse questo è dovuto al fatto che sono l’ultima sorella di 4 fratelli maschi! Sono sempre stata rispettata dai miei colleghi. Ho un temperamento gioviale, ma non sono sempre dolce. Una volta che metto il piede in cucina, prendo l’iniziativa. Grazie al mio humour, penso di avere una marcia in più per trasmettere i messaggi. Mi piace talmente il mio mestiere che non vi vedo né vincoli, né inconvenienti. Vivo per la cucina!

Cosa apprezzi nel tuo incarico?

Mi piace ottenere fiducia, che gli altri possano contare su di me. È importante avere delle responsabilità. Adoro insegnare ai miei collaboratori le tecniche giuste.

Che rapporti stringi con la Chef?

Ci conosciamo ormai da oltre 5 anni e abbiamo imparato a lavorare insieme. Concepiamo la cucina nello stesso modo. Siamo un vero tandem d’eccezione! Eppure, siamo molto diverse nella vita di tutti i giorni.

Cosa pensi della Cigale Vista Beach?

Sono molto attaccata a questo esercizio. È una fortuna poterci lavorare! C’è una bella atmosfera all’interno del team. È un luogo in cui ci si può esprimere. Vi regna una bella mentalità. La dimensione umana è al centro dell’azienda, sia per quanto riguarda il contatto con i clienti, sia con i collaboratori. Abbiamo davvero la sensazione di esistere, di svolgere un ruolo e di non essere semplicemente un anello della catena.

Avresti un aneddoto da raccontarci della Cigale Vista Beach?

Un giorno, verso fine pomeriggio, alla fine di agosto 2016, stavo preparando il servizio della sera in cucina, quando ho sentito la Chef gridare. Ho avuto davvero paura! Sono sobbalzata e mi sono precipitata verso di lei. Pensavo che le fosse successo qualcosa di grave. E quando l’ho trovata, saltava di gioia nella dispensa perché aveva appena saputo di aver ottenuto due Toques al GaultMillau!

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